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Utopica Fantasy Festival 2026 celebra Maurizio Manzieri, il maestro del sense of wonder

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Utopica Fantasy Festival 2026 rende omaggio al maestro Maurizio Manzieri, tra i più grandi illustratori del mondo fantasy e fantascientifico a livello internazionale. Il Festival di Senigallia, inaugurato ieri, dedica all’autore dei propri manifesti una mostra personale dal titolo Maurizio Manzieri: l’occhio del fantastico. Venerdì 18 settembre ha inoltre ospitato un incontro-intervista durante il quale è stato presentato l’artbook Maurizio Manzieri, maestro del “sense of wonder” firmato dal critico d’arte Michele Loffredo, seguito da una visita guidata alla mostra. L’evento celebra così una figura di grande prestigio e un artista la cui visione ha contribuito a definire e caratterizzare l’identità di Utopica e ne esplicita, elevandolo, lo spirito più profondo.

 

Senigallia (AN), 19 settembre 2026 – Utopica Fantasy Festival 2026, che ha inaugurato ieri la propria seconda edizione e si chiuderà domani sera, rende omaggio a Maurizio Manzieri, artista italiano di fama internazionale e uno dei più autorevoli illustratori nel campo del fantasy e della fantascienza. Lo fa attraverso diverse iniziative, una delle quali è una mostra personale, intitolata Maurizio Manzieri: l’occhio del fantastico, visitabile nelle sale di Palazzetto Baviera per l’intera durata del Festival. L’artista, peraltro da sempre autore dei manifesti ufficiali di Utopica, è protagonista con un percorso espositivo che conduce il pubblico dentro il suo universo di visioni, mondi e personaggi sospesi tra presente e futuro, tra fattuale e possibile.

 

Dopo l’installazione all’aperto dello scorso anno, Utopica ha scelto per il 2026 di accogliere il lavoro di Manzieri in uno spazio espositivo raccolto, pensato come uno scrigno per la sua arte. La mostra propone una selezione delle opere già esposte nella precedente edizione affiancata da significative novità, tutte ambasciatrici di un’arte capace di trasformare la forza evocativa del fantastico in immagini di straordinario impatto. Mondi remoti, paesaggi alieni, creature enigmatiche e tratti umani attraversano le creazioni di Maurizio Manzieri. Ogni illustrazione suggerisce una storia, apre una porta e invita chi guarda a completare con la propria immaginazione ciò che la copertina, la pagina o la tavola lasciano intuire.

 

È nella capacità di suscitare meraviglia – il sense of wonder, appunto – che risiede uno dei maggiori asset del suo lavoro. Le opere di Maurizio Manzieri danno forma a suggestioni emotive con la stessa intensità con cui un romanzo fantasy o di fantascienza riesce a generare scenari, atmosfere e categorie del possibile nella mente di chi legge. La mostra di Palazzetto Baviera mette dunque in evidenza anche la grande abilità dell’artista come visual storyteller dallo stile raffinato, riconoscibile e ricco di dettagli. 

 

Una visita guidata della mostra ha seguito l’incontro intitolato Maurizio Manzieri, maestro del “sense of wonder” che si è svolto ieri, venerdì 18 settembre, presso la sala conferenze della biblioteca comunale Antonelliana, all’apertura di Utopica Fantasy Festival 2026. In occasione di questo appuntamento è stato presentato l’omonimo artbook a cura del critico d’arte Michele Loffredo, anche lui presente. Il volume, in vendita dallo scorso 22 agosto e pubblicato per la collana Maestri dell’arte fantastica e di fantascienza dell’editore indipendente FaseHobArt, propone una ricca rassegna delle migliori illustrazioni dell’artista e ne restituisce il percorso, la poetica e l’originalità.

 

«La carriera di Maurizio Manzieri è importante e significativa perché lo ha portato in una dimensione internazionale», ha commentato Michele Loffredo. «Nel mondo della fantascienza, nessun artista prima di lui era riuscito a sdoganare l’arte italiana. Maurizio è un testimonial per l’Italia, ma non solo: è il primo artista che è riuscito finalmente a imporsi, nel contemporaneo, con questa sua arte che gli ha fatto meritare il titolo di “maestro del sense of wonder”. La fantascienza è il senso del meraviglioso, la capacità di riuscire ancora a meravigliarci in questo mondo in cui sembra che niente più ci possa meravigliare. Devo dire che non è facile riuscire a livello internazionale, con un mondo di artisti – soprattutto americani – affollattissimo e pieno di talento, ottenere i successi prestigiosi che Maurizio è riuscito a raggiungere».

 

La monografia racconta un autore che ha saputo raggiungere i vertici dell’illustrazione fantastica internazionale grazie a uno stile insieme classico e innovativo: una ricerca che unisce precisione tecnica, cultura figurativa e una forte tensione narrativa. Non a caso, Manzieri è considerato uno dei maggiori esponenti dell’imaginative realism e la sua produzione si distingue per la capacità di rendere credibili e vividi anche gli scenari più lontani dal reale. «Quella di Maurizio Manzieri è una fantascienza umanistica», ha spiegato Michele Loffredo. «In gergo tecnico si chiama “imaginative realism”, cioè è una forma di pittura che è realista, ma non iperrealista; e deve essere realista perché, quando poi interviene lo scatto immaginativo, deve presentare immagini e suggestioni che potrebbero effettivamente essere reali».

 

Tutto ciò si collega anche al ruolo di Maurizio Manzieri come pioniere dell’arte digitale. Già dalla metà degli anni ‘90, Manzieri ha scelto di affiancare e poi privilegiare il computer e la tavoletta grafica rispetto agli strumenti pittorici tradizionali, intuendone le potenzialità in un momento in cui il digitale era ancora percepito con diffidenza dal mondo dell’arte. Nel suo lavoro, la tecnologia non sostituisce il gesto artistico: ne amplia le modalità espressive. È proprio qui che risiede la piena legittimità artistica di questo linguaggio. Per Manzieri, il digitale è uno strumento contemporaneo al servizio di una pratica profondamente autoriale; e lo utilizza infatti con sensibilità pittorica, reinventando procedimenti propri della pittura tradizionale – dalla stesura dei colori alla definizione di luci, atmosfere e materie – senza rinunciare alla fase progettuale fatta di studi, raccolta di riferimenti e schizzi.



Maurizio Manzieri ha raccontato: «Ho partecipato alla prima Mostra Internazionale di Arte Digitale organizzata a Roma nel 1997, presso il Palazzo delle Fontane, e ho fatto parte degli artisti che hanno sottoscritto il Manifesto del Digitalismo. Come afferma quel documento, l’approccio digitale è in realtà profondamente umanistico: è l’essere umano al centro del processo, con poteri magicamente esaltati dagli strumenti che la tecnologia offre».

 

Nato a Napoli nel 1961, Maurizio Manzieri lavora da oltre trent’anni nel campo dell’editoria fantastica. Nel corso della propria carriera ha realizzato illustrazioni per importanti editori e autorevoli riviste specializzate, tra cui Asimov’s Science Fiction, Analog e The Magazine of Fantasy & Science Fiction, ricevendo numerosi riconoscimenti internazionali. Tra questi figurano lo European Grand Master 2021 della European Science Fiction Society, il Chesley Award e quattro Asimov’s Readers’ Awards. Manzieri è inoltre il primo artista italiano a essere stato finalista agli Hugo Awards nella categoria Miglior Artista Professionista.

 

Il rapporto tra Maurizio Manzieri e Utopica Fantasy Festival è profondo e identitario. Parte chiaramente da un’affinità naturale: Manzieri è uno dei più celebri e riconosciuti illustratori italiani nel campo del fantasy e della fantascienza, esattamente gli immaginari in cui Utopica trova la propria verticalità e ragion d’essere. La relazione va però oltre: l’artista ha di fatto contribuito a dare a Utopica un’atmosfera e un orizzonte visivo riconoscibili. Le sue immagini non solo accompagnano la comunicazione della manifestazione, ma ne interpretano lo spirito e ne trasformano i temi cardine in immagini concrete.

 

Per Utopica 2026, che ha adottato il claim Listening, Manzieri ha elaborato un manifesto che rappresenta l’ascolto come apertura verso ciò che ci circonda e che, magari, ancora non conosciamo: natura, persone, città, memoria, futuro. In questo senso, la mostra ospitata a Palazzetto Baviera rappresenta sì un omaggio a un grande artista, ma anche una chiave per entrare ancora più in profondità nel cuore di Utopica: un festival in cui l’immaginazione diventa esperienza viva e un invito a guardare il mondo da prospettive nuove. Se Utopica è il luogo in cui il fantastico prende corpo, l’arte di Maurizio Manzieri ne definisce ed eleva l’espressione, riportando al centro quella predisposizione alla meraviglia che accomuna artisti, lettori, bambini e sognatori.

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